Carissimi Amici, vi offriamo l'ottima predica di un sacerdote sul Santissimo Nome di Gesù. Quando prendiamo il Rosario e ripetiamo quell'Ave Maria nella quale è Benedetto il frutto del suo seno: Gesù, pensiamo bene a questo Nome e trattiamolo come si conviene.
http://www.gloria.tv/?media=245882
Ringraziamo Padre Konrad della Fraternità sacerdotale san Pietro (FSSP) che opera in Venezia http://venezia.fssp.it/pages/intro.php
Movimento Domenicano del Rosario
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giovedì 19 gennaio 2012
martedì 17 gennaio 2012
Beato Giovanni XXIII al Rosario Vivente
Cari Amici, il 4 maggio 1963 il beato Pontefice, Giovanni XXIII
incontrava, per la prima volta, il Primo
Pellegrinaggio Nazionale del Rosario Vivente, un evento che
possiamo definire storico. Vi offriamo allora l'audio originale di
quell'incontro montato in video come un karaoke affinchè possiate sia
leggerlo che ascoltarlo, e meditarlo saggiamente.
Movimento Domenicano del Rosario
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giovedì 12 gennaio 2012
Adoriamo il Volto Santo
Dal
Breviario del sacerdote Giuseppe Riva Manuale di Filotea 1889 alla
pagina dedicata alla Via Crucis: La Veronica asciuga il Volto di Gesù.
Contro
la blasfema iniziativa teatrale che vede il Volto Santo fatto oggetto
di scherno e blasfemia, così vogliamo pregare noi:
- 'l vago è il tuo tormento, Bel Volto del mio bene,
che quasi a Te diviene o amabile dolor.
In cielo che farai, se in rozzo velo impresso, da tante pene oppresso, spiri sì dolce Amor?
Adoramus te, Christe.....
- 'l vago è il tuo tormento, Bel Volto del mio bene,
che quasi a Te diviene o amabile dolor.
In cielo che farai, se in rozzo velo impresso, da tante pene oppresso, spiri sì dolce Amor?
Adoramus te, Christe.....

- Vogliate considerare, fratelli carissimi, come in questa Stazione Gesù volle lasciare impressa l'immagine del Suo Divin Volto, nel candido lino offerto con pietà dalla Veronica la quale non ebbe paura di intrufolarsi fra le turbe soldatesche, per poter adorare e venerare quel santissimo Volto, tutto impregnato di sangue. O quanta mirabile compassione! La Veronica ci addita un forte esempio, quello di sprezzare tutti i rispetti umani, se vogliamo davvero avvicinarci a quel Volto Santo, è necessario intrufolarci fra le file di chi pur standosene in prima fila a veder passare quel Volto Santo, lo schernisce, si unisce alla soldatesca per inveire contro quel Volto il cui divin Sangue ne ha fatto una maschera. Non indugiamo fratelli! seguiamo la Veronica, andiamo ad asciugar quel Volto Santo ridotto a dolore per noi!
- Amabilissimo Volto Santo, oh Gesù mio! la generosa pietà della Veronica nell'inoltrarsi senza indugio fra le turbe insolenti per asciugarVi la faccia, tutta grondante di sudore e Sangue prezioso, e per i meriti di questo atto di coraggio che Voi stesso apprezzaste, Vi imploro ad impetrarmi forza per vincere ogni rispetto umano, ogni lode umana che possa nuocere alla divina Pietà che devo al Vostro cospetto. Fate o Volto Santo, ch'io avanzi sempre più nel rispetto di Voi e del Vostro immenso Amore.
un Pater, un Ave e un Gloria....
Miserere nostri, Domine; miserere nostri!
sabato 24 dicembre 2011
Buon Natale a Tutti!
Dai "Discorsi" di
Sant'Agostino Vescovo
(Sermo 194,
3.3-4.4)
L'unico Figlio di Dio,
divenuto figlio dell'uomo,
fa
diventare figli di Dio molti figli dell'uomo
Chi di noi uomini potrà mai conoscere
tutti i tesori della
sapienza e della scienza racchiusi in Cristo (Cf. Col 2, 3) e nascosti
nella povertà della sua carne? Poiché per noi si è fatto povero, pur
essendo ricco, per arricchire noi con la sua povertà (Cf. 2 Cor 8, 9).
Quando assunse la natura mortale e consumò la morte, si mostrò nella
povertà, ma promise le sue ricchezze che aveva differite, non le perse
per essergli state tolte.
Quanto è immensa la sua bontà che
riserva per
coloro che lo temono, ma che concede a chi conserva la sua speranza in
lui! (Cf. Sal 30, 20) In parte infatti già conosciamo, nell'attesa che
venga la perfezione (Cf. 1 Cor 13, 12). Per farci diventare capaci di
possederlo egli, uguale al Padre nella natura divina e divenuto simile a
noi nella natura di servo, ci rifà a somiglianza di Dio.
L'unico Figlio
di Dio, divenuto figlio dell'uomo, fa diventare figli di Dio molti
figli dell'uomo; e nutrendo i servi con l'assumere la natura visibile di
servo, li rende figli, capaci di poter vedere la natura di Dio. Infatti
siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato quello che
saremo. Sappiamo che quando ciò verrà manifestato saremo simili a lui,
perché lo vedremo quale egli é (1 Gv 3, 2).
In che senso in lui ci
sono tesori di sapienza e di scienza, in che senso si parla di ricchezze
divine se non perché ci basteranno?
E in che senso è grande la sua
bontà se non perché ci sazierà? Mostraci dunque il Padre e
ci basta (Gv 14, 8). E in un Salmo un tale - che è uno di noi o
parla in noi o per noi - gli dice: Mi sazierò quando si manifesterà la
tua gloria (Cf. Sal 16, 15). Egli e il Padre sono una cosa sola (Cf. Gv
10, 30) e chi vede lui vede anche il Padre (Cf. Gv 14, 9). Perciò il
Signore potente è il re della gloria (Sal 23, 10). Convertendoci
ci mostrerà il suo volto e noi saremo salvi (Cf. Sal 79, 4) e ci
sazieremo e questo ci basterà.
Non ancora possiamo contemplarlo come generato dal Padre prima dell'aurora (Cf. Sal 109, 3): celebriamolo con solennità come nato dalla Vergine nel cuore della notte. Non ancora possiamo comprenderlo perché davanti al sole persiste il suo nome (Cf. Sal 71, 17): riconosciamo la sua dimora posta sotto il sole. Non ancora possiamo contemplare l'Unigenito nel seno del Padre suo: celebriamo lo sposo che esce dalla stanza nuziale (Cf. Sal 18, 6).
Non ancora siamo in grado di partecipare alla mensa del Padre nostro: riconosciamo la mangiatoia del Signore nostro Gesù Cristo.
martedì 6 dicembre 2011
Solennità dell'Immacolata Concezione
8 Dicembre Solennità dell'Immacolata Concezione
I Papi e l'Immacolata
La stola
bianca indossata dal Papa al posto di quella tradizionale rossa, a
sottolineare la solennità mariana. Il coro spagnolo che accompagna il
momento conclusivo della breve preghiera ai piedi della statua. La
deposizione dell'omaggio floreale, la cui composizione è curata dagli
addetti ai Giardini vaticani. Sono alcune caratteristiche del rito che
avrà luogo in Piazza di Spagna l'8 dicembre, indicate dal maestro delle
Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, monsignor Guido Marini,
alla vigilia della visita di Benedetto XVI all'Immacolata.
Il monumento fu costruito per ricordare la definizione da parte di Pio IX, l'8 dicembre 1854, del dogma del concepimento sine macula della Vergine. Duecento vigili del fuoco pontifici collocarono la statua bronzea della Vergine sulla colonna marmorea - entrambe progettate da Luigi Poletti - poi offrirono una corona di fiori deposta sulla sommità. Lo stesso Papa Mastai Ferretti l'8 dicembre 1857 inaugurò il monumento da una tribuna posta davanti al Palazzo dell'Ambasciata di Spagna, avviando di fatto la tradizione dei pellegrinaggi.
Nel 1908 la vicina parrocchia di sant'Andrea delle Fratte cominciò a organizzare e a regolare il flusso dei fedeli romani e, a partire dal 1938, la Pontificia Accademia dell'Immacolata curò l'organizzazione dell'avvenimento, che assunse le caratteristiche odierne: ai pompieri, all'ambasciatore di Spagna, ai religiosi e chierici della città, ai rappresentanti di collegi, seminari, confraternite e al laicato cattolico, si uniron0 in forma ufficiale le autorità civili cittadine, provinciali e regionali, le associazioni dei lavoratori comunali e delle altre realtà produttive dell'Urbe.
Dopo la fine dello Stato Pontificio fu Pio XII - romano di nascita - il primo Papa a recarsi personalmente a compiere l'atto di omaggio all'Immacolata. L'occasione, l'8 dicembre del 1953, fu l'inizio dell'Anno Mariano. E Giovanni XXIII, a poco più di un mese dalla sua incoronazione, vi si recò per la prima volta, nel 1958 per poi tornarvi nel 1960 e nel 1961.
Dopo di lui il gesto divenne consuetudine con Paolo VI, che vi andò anche nel pomeriggio dell'8 dicembre 1965, dopo la solenne chiusura del concilio Vaticano II e che nel periodo della crisi petrolifera si recò in Piazza di Spagna con la carrozzella trainata da un cavallo.
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno mantenuto viva la tradizione.
Il monumento fu costruito per ricordare la definizione da parte di Pio IX, l'8 dicembre 1854, del dogma del concepimento sine macula della Vergine. Duecento vigili del fuoco pontifici collocarono la statua bronzea della Vergine sulla colonna marmorea - entrambe progettate da Luigi Poletti - poi offrirono una corona di fiori deposta sulla sommità. Lo stesso Papa Mastai Ferretti l'8 dicembre 1857 inaugurò il monumento da una tribuna posta davanti al Palazzo dell'Ambasciata di Spagna, avviando di fatto la tradizione dei pellegrinaggi.
Nel 1908 la vicina parrocchia di sant'Andrea delle Fratte cominciò a organizzare e a regolare il flusso dei fedeli romani e, a partire dal 1938, la Pontificia Accademia dell'Immacolata curò l'organizzazione dell'avvenimento, che assunse le caratteristiche odierne: ai pompieri, all'ambasciatore di Spagna, ai religiosi e chierici della città, ai rappresentanti di collegi, seminari, confraternite e al laicato cattolico, si uniron0 in forma ufficiale le autorità civili cittadine, provinciali e regionali, le associazioni dei lavoratori comunali e delle altre realtà produttive dell'Urbe.
Dopo la fine dello Stato Pontificio fu Pio XII - romano di nascita - il primo Papa a recarsi personalmente a compiere l'atto di omaggio all'Immacolata. L'occasione, l'8 dicembre del 1953, fu l'inizio dell'Anno Mariano. E Giovanni XXIII, a poco più di un mese dalla sua incoronazione, vi si recò per la prima volta, nel 1958 per poi tornarvi nel 1960 e nel 1961.
Dopo di lui il gesto divenne consuetudine con Paolo VI, che vi andò anche nel pomeriggio dell'8 dicembre 1965, dopo la solenne chiusura del concilio Vaticano II e che nel periodo della crisi petrolifera si recò in Piazza di Spagna con la carrozzella trainata da un cavallo.
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno mantenuto viva la tradizione.
Vergine amabilissima, che sino ab eterno foste l'oggetto prediletto
de' Divini Amori, ottenete anche a noi tutti di farvi sempre caro
oggetto di nostra devozione.
Ave Maria... Dio ti Salvi o Maria, nostra Madre Dolce e Pia, oh Maria nostra Avvocata o Concetta Immacolata.
Tota pulchra es Maria !
Et macula originalis non est in te!
Tu Gloria Jerusalem!
Tu Laetitia Israel!
Tu honorificentia populi nostri, tu advocata peccatorum!
Oh Maria! Oh Maria!
Virgo Prudentissima, Mater Clementissima!
Ora pro nobis, intercede pro nobis; ad Dominum Jesum Christum!
In Conceptione tua Virgo Immaculata fuisti.
Ora pro nobis Patrem cujus Filium peperisti.
Felix es, sacra Virgo Maria, et omni laude dignissima.
Quae serpentis caput virgineo pede contrivisti.
sabato 26 novembre 2011
martedì 1 novembre 2011
Ricordiamo tutti i Defunti
Il cristianesimo non si fa strada nelle coscienze con la paura della morte, ma con la morte di Cristo. Gesù è venuto a liberare gli uomini dalla paura della morte (cfr. Eb 12,14), non ad accrescerla....
L'ATTO EROICO DI CARITA' IN SUFFRAGIO DELLE ANIME PURGANTI
ossia, offerta di tutte le opere satisfattorie e di tutti i suffragi a favore delle Anime Purganti.
Questo Atto eroico di carità a vantaggio delle Anime del Purgatorio consiste in una spontanea offerta, che fa il fedele a Sua Divina Maestà, di tutte le sue opere soddisfattorie in vita, e di tutti i suffragi che può egli avere dopo morte, a vantaggio delle sante Anime del Purgatorio.
Fu questo Atto approvato dal sommo Pontefice Gregorio XV, quando, con sua Bolla Pastoris Aeterni, approvò l'istituto del Consorzio dei Fratelli, fondato dal Ven. P. Domenico di Gesù Maria, Carmelitano Scalzo, in cui, tra gli altri pii esercizii a pro dei defunti, vi è quello di offrire e consacrare a loro suffragio la parte satisfattoria delle proprie opere. In séguito, questa pia pratica venne diffusa con ammirabile successo dal Padre D. Giuseppe Gaspare Oliden Teatino, il quale suggerì inoltre di rimettere nelle mani della Santissima Vergine queste opere e suffragi, aflînchè ne sia la distributrice a favore di quelle sante Anime che Ella vuole più presto liberare dalle pene del Purgatorio. Con tale offerta per altro non si cede che il frutto speciale e personale di ciascuno, talchè ai Sacerdoti non viene impedito di applicare la Santa Messa secondo la intenzione di quelli che loro diedero l'elemosina; né ai fedeli vien tolta la libertà di potere offrire, quando vogliono, le loro opere buone al Signore per qualche fine speciale; ad esempio, per impetrare grazie o rendere grazie per favori ottenuti.
Questo Atto eroico di carità fu arricchito di molti favori, con Decreto del 23 agosto 1728, dal Sommo Pontefice Benedetto XIII, confermati poi da Papa Pio VII il 12 dicembre 1788; i quali favori furono quindi dal Sommo Pontefice Pio IX, con Decreto della Sacra Congregazione delle Indulgenze del 10 settembre 1852, specificati nel modo seguente:
I. I Sacerdoti che avranno fatto la detta offerta potranno godere, in tutti i giorni, l'indulto dell'Altare privilegiato personale.
II. Tutti i fedeli che avranno fatto la stessa offerta possono lucrare:
Indulgenza Plenaria applicabile solamente ai Defunti ìn qualunque giorno facciano la Santa Comunione, purchè visitino una Chiesa o pubblico Oratorio, ed ivi preghino per qualche spazio di tempo secondo la intenzione del Sommo Pontefice.
III. Similmente potranno lucrare Indulgenza Plenaria tutti i lunedì dell'anno ascoltando la Santa Messa in suffragio delle Anime del Purgatorio, ed adempiendo le altre condizioni summenzionate.
IV. Tutte le Indulgenze che sono concesse o che si concederanno in appresso, le quali si lucrano dai fedeli che hanno fatto questa offerta, possono applicarsi alle Anime del Purgatorio.
Finalmente lo stesso Sommo Pontefice Pio IX, avendo in vista quei giovanetti che ancora
non si comunicano, e così pure gl'infermí, i cronici, i vecchi, i contadini, i carcerati ed altre persone che non possono comunicarsi, o non possono ascoltare la Santa Messa nel lunedì, concesse che sia valevole quella che ascolteranno nella Domenica: e per quei fedeli che ancora non si comunicano, o sono impediti di potersi comunicare, ha rimesso all'arbitrio dei rispettivi Ordinarii di autorizzare i confessori per la commutazione delle opere.
Si avverte infine che, sebbene questo Atto eroico di carità venga indicato, in alcuni foglietti stampati, col nome di Voto eroico di carità, e venga nei medesimi espressa anche una formula di tale offerta, pure non si intende questo voto fatto in modo che obblighi sotto peccato; come pure non è necessario di pronunziare l'indicata formula o un'altra qualsiasi, bastando l'obbligazione fatta col cuore per essere partecipi delle indicate Indulgenze e privilegi.
OFFERTA DI TUTTE LE BUONE OPERE in vantaggio delle Anime Purganti.
Per vostra maggior gloria, o mio Dio, Uno nell'essenza e Trino nelle Persone, e per imitare più dappresso il dolcissimo nostro Redentore Gesù Cristo, come pure per mostrare la mia sincera servitù verso la Madre di misericordia Maria santissima, che è Madre anche delle povere Anime del Purgatorio, io propongo di cooperare alla redenzione e libertà di quelle Anime prigioniere, debitrici ancora verso la divina giustizia delle pene dovute ai loro peccati: e, nel modo che posso lecitamente (senza obbligarmi però sotto peccato alcuno), vi prometto di buon cuore e vi offro il mio spontaneo voto di volere liberare dal Purgatorio tutte le Anime che Maria santissima vuol liberare; e però nelle mani di questa Madre piissima pongo tutte le mie opere soddisfattorie, e quelle da altri a me applicate, si in vita come in morte, e dopo il mio passaggio all'eternità.
Vi prego, o mio Dio, a voler accettare e confermare questa mia offerta, siccome io ve la rinnovo e confermo ad onor vostro, e per la salute dell'anima mia.
Che se per avventura le mie opere soddisfattorie non bastassero a pagare tutti i debiti di quelle Anime, cui la Vergine santissima vuol liberare, ed i miei proprii debiti per le mie colpe, che odio e detesto di vero cuore, mi offro, o Signore, a pagarvi, se a Voi così piacerà, nelle pene del Purgatorio quello che manca, abbandonandomi del resto fra le braccia della vostra misericordia, e tra quelle della dolcissima mia Madre Maria. Di questa mia offerta e protesta voglio testimonii tutti i Beati del Cielo, e la Chiesa tutta militante e la penante nel Purgatorio. Così sia.
ALTRA FORMULA PIÙ BREVE PER L'ATTO EROICO.
Io N. N., in unione ai meriti di Gesù e di Maria, depongo nelle mani di Maria santissima e vi offro, mio Dio, per le Anime del Purgatorio, la parte satisfattoria di tutte le buone opere che farò nel corso di mia vita, e che altri potrà applicare per me in vita e dopo morte. E ciò per vostra maggior gloria, per imitare l'esempio vostro, o Gesù mio, che tutto Voi deste per le anime; e per accrescere in Cielo il numero dei vostri adoratori eterni e dei glorificatori della Madre vostra, che intercedano per me.
VANTAGGI E PREGI DELL'ATTO EROICO.
Ah! come è vero, che la carità è la chiave, che apre a noi e agli altri la porta del Cielo! Questo voto è destinato, come dice il santo Padre Pio IX nel suo bellissimo Breve dato il 20 novembre 1854, a portare alle Anime purganti il maggior conforto, che mai si possa dar loro dagli uomini. Perchè mentre le altre devozioni, preghiere, sante Messe, elemosine, Indulgenze, ecc., sono per esse come goccie o ruscelletti di acqua fresca, che cadono di tempo in tempo sulle fiamme del Purgatorio, l'Atto eroico le riunisce tutte, scorrendo continuamente, a guisa di un fonte perenne o di un gran fiume, nel Purgatorio, vita nostra durante ed anche dopo. L'Atto eroico non toglie che dobbiamo continuare a far per le Anime purganti tutti i suffragi, che possiamo; ma raddoppia il merito di essi, e raccoglie, come fa una diligente spigolatrice, anche tutte le spighe dei meriti, a cui spesso non si bada. Oh ! i bei manipoli, che si possono mandare in un giorno al Purgatorio, o, per meglio dire, al Paradiso, da chi, avendolo emesso, vive santamente occupato in tali suffragi!
Ma non basta; piove altresì sopra quelle Anime, assetate dal fuoco che le strugge, un'altra rugiada continua, e questa è il merito soddisfattorio di tutto il bene che voi farete, anche senza pensare in quel momento, ne rinnovar sempre l'intenzione, che ciò sia per le Anime purganti. Il vostro sudore nel lavorare nella vigna del Signore, nell'assistere malati, aiutare miserabili, ecc., ristora le povere Anime; le vostre elemosine ai poveri diminuiscono l'estrema loro penuria; i vostri dolori raddolciscono le loro pene; se voi soffrite con pazienza gli affronti, esse si sentono consolate; e le vostre penitenze le avvicinano alle gioie ed ai gaudii del Paradiso. Quanto prezioso è dunque questo voto, ossia Atto eroico! Già l'ho detto, chi ha fatto questo voto acquista: I.° ad ogni Comunione, II.° ogni lunedì, nell'ascoltare la Santa Messa, una Indulgenza Plenaria per i Defunti. In tal modo, senza addossarci molti obblighi particolari, possiamo donare ad essi cento volte più di prima che avessimo fatto un tale atto. Procuriamo dunque di starcene in grazia di Dio, e di far costantemente delle buone opere.
Inoltre le nostre preghiere per tale via passano per le mani di Maria santissima. E per le mani benedette di Maria Vergine i suffragi vanno molto più sicuri, e allo stesso tempo aumentano di valore; perchè la Madonna santissima unisce i suoi sommi meriti ai nostri sforzi meschini. Di più, noi siamo soggetti a dimenticarci di certe Anime e di altre non sappiamo i bisogni. Dopo questa offerta però, colla quale facciamo la Madonna, nostra amministratrice, Essa farà tutte le cose per noi nel miglior modo possibile; non si dimenticherà di nessuno, adempiendo Essa tutti i nostri doveri verso le Anime sante del Purgatorio.
Per tale maniera l'Atto eroico rende le Indulgenze tutte applicabili ai Defunti, e ci leva il peso di dover sempre rinnovare l'intenzione d'acquistare Indulgenze per le Anime purganti. Chi vive cristianamente può guadagnare senza paragone maggiori Indulgenze di quelle onde abbisogni per se. Ora questo voto fa si che nessuna Indulgenza vada perduta, perchè tutte vengono applicate, e fruttano alle povere Anime del Purgatorio. Quanti vantaggi!
Anche a noi stessi quest'Atto procura straordinarii vantaggi. Difatti: Io ogni volta che facciamo un'opera buona, rinunziamo, è vero, al merito soddisfattorio, ma nelle stesso tempo aggiungiamo all'opera un nuovo grado di virtù, coll'Atto di carità che si fa alle Anime purganti; e così noi stessi guadagnamo un merito reale che non può esserci tolto.
Siccome poi il cedere la soddisfazione per le pene del Purgatorio è un bene temporale, ed il merito che perciò si acquista verso Iddio, rende degni d'un nuovo grado di ricompensa eterna, così con tale cessione d'un minor bene acquistiamo un bene maggiore, cioè, per un bene limitato un bene infinito. Che cambio vantaggioso!
In secondo luogo l'Atto eroico, nella sua essenza, è una nuova forma del consiglio evangelico della povertà volontaria, ma in grado più sublime. Gesù aveva detto: “Se vuoi essere perfetto va, vendi tutto quello, che hai, dàllo ai poveri e poi vieni a seguirmi”. Ora così fanno tutti quelli che emettono questo Atto eroico, in attesa di questi beni spirituali, che dalle anime pie sono stimati mille volte più pregevoli dei beni temporali.
Terzo vantaggio: la carità è il vincolo della perfezione: ora l'anima di questo Atto è appunto la carità. Dunque questa espropriazione ci farà necessariamente progredire nella perfezione cristiana.
La frequente memoria delle Anime del Purgatorio ci darà il santo timore del peccato, ci distaccherà dal mondo, ci spronerà alle buone opere, e ci accenderà nel cuore l'amore di Dio, e il dolore di averlo offeso. Ci guarderemo maggiormente dai peccati veniali, pensando che quelle Anime soffrono tanto anche per piccoli peccati ed imperfezioni. Rinunzieremo ancora più facilmente a tutti gli attacchi disordinati dei beni di questa terra, al desiderio di piacere alle genti, di essere amati, se mireremo spesso coll'occhio dell'anima laggiù nelle caverne sotterranee il fuoco del Purgatorio; ed in esso tanti ricchi e dotti del mondo nella più squallida miseria; tanti eleganti, abbandonati in preda ai loro dolori; e pensando che ben presto saremo noi stessi fra quegli strazii e tormenti, cercheremo di renderli minori e più brevi, coll'esercizio della arità verso i Defunti, e delle altre cristiane virtù.
Per le Anime del Purgatorio è passato il tempo dei meriti!... pagano a contanti, e senza meritare nulla colla loro pazienza e col loro amore di Dio, che è pure ardentissimo. Questa considerazione ci animi a profittare del tempo incerto di questa vita, per fare buone opere, per liberare quelle Anime dai tormenti, e per radunare a noi stessi dei meriti, prima che ci colga la notte, secondo le parole di Gesù Cristo: “Camminate, finchè avete la luce, prima che vi colgano le tenebre, in cui non potrete più operare!”
Riflettete, inoltre, che se un tale spropriamento fa progredire nella perfezione, ci apporta però insieme grazie speciali, perchè noi con questo Atto rendiamo a Dio uno speciale onore, soddisfacendo alla sua giustizia per le Anime Purganti, che così volano più presto ad aumentare il numero dei beati cittadini del Cielo. Di più mostriamo l'illimitata nostra fiducia in Dio, imperocchè ci gettiamo ciecamente nelle braccia della sua misericordia; atto, che il Cuor di Gesù non ti lascierà mai senza gran premio.
Anche a Maria santissima si rende con ciò un omaggio, come a Regina e Madre delle Anime del Purgatorio, ed Essa ben se ne ricorderà quando saremo entrati in quel luogo di pene a scontare le nostre colpe.
Quale poi sia la ricompensa delle Anime del Purgatorio, ce lo dice santa Brigida la quale udì un giorno la voce di molte Anime Purganti che gridavano: “O Dio! ricompensa coloro che ci porgono aiuto nelle nostre pene”. - E alla fine udì una voce più forte che gridava: “O Signore Iddio, concedi il centuplo colla tua incomparabile onnipotenza a tutti quelli che colle loro buone opere sollecitano il momento in cui potremo vedere la tua faccia”. Difatti molti Santi e pie persone assicurano d'aver ottenuto molte grazie mediante l'intercessione delle Anime penanti; perchè, sebbene non possano ottener nulla per loro, però alcuni santi Padri (e lo stesso dice santa Brigida), opinano che per gli altri possano pregare, perchè sono anime in grazia e amiche di Dio.
Ah sì! sono esse quelle amiche fedeli delle quali dice lo Spirito Santo: “Nessuna cosa è da paragonarsi all'amico fedele, e non è degna una massa d'oro e d'argento di essere messa in bilancia colla bontà della fede di lui. L'amico fedele è balsamo di vita e d'immortalità, e quelli che temono il Signore lo troveranno”.
Dunque stiamo di buon animo, nè temiamo punto, che per questo Voto, ossia Atto, ci convenga poi di stare più lungo tempo nel Purgatorio. Che se anche fosse così, il Padre Montfort, gran promotore di questa devozione, ci dice: «Mille Purgatorii sono una cosa da non valutarsi, in paragone di un solo grado di maggior gloria, che si ottenga con questo Atto». Il fuoco del Purgatorio finisce presto, ma il grado maggiore di gloria acquistato non finirà in eterno.
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